Appello a Draghi per le foreste. Stop al taglio delle nostre foreste per produrre energia.

21 Mar, 2021Biodiversità, Biomasse, Clima, Difesa Foreste, Energia, Foreste30 commenti

Presidente del Consiglio dei Ministri – Prof. Mario Draghi 

Ministro della Salute – On. Roberto Speranza 

Ministro della Transizione ecologica – Prof. Roberto Cingolani 

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali – On. Stefano Patuanelli  ministro@politicheagricole.it 

Ministro dello Sviluppo Economico – On. Giancarlo Giorgetti 

Produzione di energia da biomassa legnosa e salvaguardia del patrimonio forestale  internazionale. 

Egr. Presidente del Consiglio dei Ministri, 

in occasione della Giornata Mondiale delle Foreste indetta dalle Nazioni Unite il 21 marzo di ogni  anno, vogliamo richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla effettiva tutela del nostro patrimonio  forestale oggi sottoposto ad un crescente sfruttamento per la produzione di biomassa a fini energetici.  

Ciò si somma alle minacce che storicamente ne compromettono l’estensione e soprattutto la qualità,  come gli incendi, i cambiamenti climatici e il sovra-sfruttamento. 

Negli ultimi anni, il crescente fabbisogno energetico della nostra società ha avviato l’utilizzo dei  nostri boschi e di foreste in altre parti del Pianeta per produrre biocombustibile per le centrali a  biomassa. Un recente articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta un incremento del 49% della  superficie forestale europea sottoposta a taglio e un incremento delle perdita di biomassa del 69% in  tutta Europa, nel periodo 2016-2018 rispetto al quinquennio precedente. Il Wood Resource Balance  (WRB) dell’Unione Europea (2018) mostra un incremento in Italia da 12 mila a 43 mila metricubi tra  il 2009 e il 2015, tra i primi cinque Stati dell’EU28. L’ultimo rapporto annuale del EU Joint Research  Centre (2021) riporta che ‘il divario tra gli usi e le fonti dichiarate di biomassa legnosa possono  essere in gran parte attribuito al settore energetico e consistono principalmente in rimozioni  sottostimate“. In altre parole, la gran parte di legno non contabilizzato a livello europeo può essere  attribuita principalmente al consumo di energia! 

A questo si aggiunge che l’Italia è tra i maggiori importatori di “pellet”, per circa l’85% dei consumi, generando prelievi forestali e impatti sugli ecosistemi forestali fuori dal nostro Paese. 

Questa tendenza è favorita dalle politiche, sia a livello europeo, sia nazionale, di deduzioni fiscali e di incentivi economici che hanno alimentato l’incremento dell’uso di questo combustibile per riscaldamento e produzione energetica, promuovendolo come “ecologico” e rinnovabile, sebbene  sussistano varie criticità in merito.

La produzione di energia è centrale nello sviluppo delle nostre società e per la qualità della vita dell’uomo, tuttavia è ormai improcrastinabile avviare una decisa conversione dei sistemi di  produzione, abbandonando le fonti fossili e sviluppando le fonti rinnovabili e sostenibili. Nonostante  lo sviluppo di fonti rinnovabili negli ultimi anni, purtroppo i livelli crescenti dei consumi energetici  ci dicono che la produzione di energia da fonti rinnovabili è stata finora in aggiunta e non sostitutiva  rispetto quella da fonti fossili. 

In questo processo di transizione occorre prestare la dovuta attenzione e cautela agli impatti che la  produzione di energia da fonti rinnovabili può determinare. Vogliamo infatti sottolineare che  rinnovabile non vuol dire di per sé sostenibile, se viene trascurata la mitigazione e la compensazione delle minacce per la biodiversità e il paesaggio. Nel caso dell’uso delle biomasse forestali occorre  anche considerare che non è una produzione neutra e che complessivamente, per ogni chilowattora di  calore o elettricità prodotta, è probabile che l’uso del legno inizialmente aggiunga in atmosfera da due  a tre volte più carbonio rispetto ai combustibili fossili. 

Con questa lettera, Green Impact e Gruppo Unitario per le Foreste Italiane (GUFI) – le due  organizzazioni italiane che aderiscono alla Forest Defenders Alliance, un’alleanza che riunisce oltre  100 Organizzazioni Non Governative in 27 Paesi del Mondo (https://forestdefenders.eu/) – desiderano esprimere la crescente preoccupazione sull’inclusione delle biomasse forestali tra le fonti rinnovabili e sostenibili. Tale inclusione sta dando una forte spinta all’utilizzo dei nostri boschi e delle foreste di  molte altri parti del Pianeta, compromettendo ecosistemi forestali di elevato valore naturalistico e i  benefici che questi producono in termini di servizi ecosistemici.

L‘impiego delle biomasse legnose a scopo energetico è tutt’altro che neutrale rispetto alle emissioni  di anidride carbonica in atmosfera e contrasta con il perseguimento degli obiettivi di limitazione del  riscaldamento globale, secondo gli accordi assunti a Parigi nel 2015, ben al di sotto dei 2ºC con i  sforzi per limitarlo a 1,5ºC. La presunta neutralità è smentita dalle emissioni necessarie per l’apertura  dei cantieri e delle piste forestali, per i tagli, per la movimentazione con mezzi meccanici, per i  trasporti in centrale, per la frantumazione o riduzione in pellet. Va altresì considerata la quota di  carbonio immobilizzata nei boschi nella lettiera, nell’humus e nel biota vivente dei suoli e la  componente non esalata in atmosfera che nel sottosuolo si combina con l’acqua dando origine a  bicarbonati solubili che stabilizzano il pH degli ecosistemi acquatici rendendoli idonei ad ospitare  notevole biodiversità e resilienza. Si aggiunga a questo che mentre le emissioni in atmosfera derivanti  dalla combustione sono immediate, l’assorbimento richiede molto tempo per la perdita di funzioni  degli ecosistemi disboscati e per i lunghi tempi di crescita di nuove piante.

Inoltre, la produzione di biomassa legnosa da conferire come combustibile nelle centrali a biomassa  sta spingendo nel nostro Paese alla conversione a ceduo con turni brevi determinando il serio rischio  di compromettere il capitale naturale a medio e lungo termine. Basta citare un dato: nel nostro Paese  le utilizzazioni forestali negli ultimi 15 anni sono aumentate di circa il 70%. 

Ad evidenziare l’importanza di questo tema, a febbraio scorso oltre 500 scienziati, anche italiani,  hanno inviato una lettera a cinque leader politici mondiali (la Presidente della Commissione Europea,  Ursula von der Leyen; il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michael; il Presidente degli Stati  Uniti d’America, Joe Biden; il Primo Ministro del Giappone, Yoshihide Suga e il presidente della  Corea del Sud, Moon Jae-in) per chiedere di arrestare l’utilizzo di biomassa legnosa di origine  forestale per produrre energia su grande scala.

Vogliamo in modo analitico e sintetico soffermarci sui punti chiave per cui riteniamo che la  produzione di energia dalla combustione della biomassa forestale rappresenta un elemento di forte  criticità:

la conversione dei sistemi di produzione energetica con l’abbandono dei combustibili  fossili come petrolio, carbone e gas naturale è imposta dalla necessità di ridurre  l’immissione in atmosfera di gas clima-alteranti, mentre l’uso delle biomasse forestali  produce anidride carbonica e allo stesso tempo compromette le funzioni degli  ecosistemi forestali di assorbirla e di produrre ossigeno. Contrariamente all’opinione  diffusa, la combustione del legno non è climaticamente neutra e contribuisce in modo  significativo all’effetto serra. 

✓ La combustione del materiale legnoso, in ambito domestico e in grande quantità negli  impianti industriali di produzione energetica, produce particolato sotto forma di polveri  sottili PM 2,5 e PM 10, oggi riconosciute all’origine di molte patologie umane e causa  di morte nell’ordine di decine di migliaia di persone all’anno. In molti contesti la  tecnologia idonea a eliminare o almeno ridurre le emissioni non è adottata. 

✓ Sebbene negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un aumento in termini di superficie  dei nostri boschi a causa dell’abbandono delle aree marginali agricole collinari e  montane, lo stesso non si può dire per la loro qualità, come testimoniano i bassi livelli  di biodiversità nei boschi di neo-formazione e anche dal volume medio della biomassa  legnosa italiana, meno della metà degli altri Paesi europei (circa 150 mc/ha, contro  quella di altri Paesi europei di 350 mc/ha). 

✓ La produzione di biomassa legnosa per le centrali a biomassa impone modelli di  gestione a ceduo con cicli brevi che compromettono la qualità dei boschi e i servizi  ecosistemici forniti. La gestione a ceduo per la produzione di biomassa a scopo  energetico arreca un danno, reale e potenziale, all’intera filiera del legno con perdita  delle specie pregiate (es. le specie del Genere Acer e alcune del Genere Quercus)  utilizzate nell’industria del mobile, del parquet, della cantieristica, della piccola  manifatturiera (es. strumenti musicali) e l’artigianato. La gestione del patrimonio  boschivo deve invece essere guidata da principi ecologici che garantiscano il  rinnovamento, l’aumento della qualità forestale, i livelli di biodiversità in modo  compatibile con la produzione di massa legnosa. 

✓ I boschi devono essere considerati non come un’insieme di alberi, ma come un  complesso ecosistema composto da migliaia di specie vegetali e di decompositorie (complessi ecosistemi composti da migliaia e migliaia di organismi autotrofi ed  eterotrofi) e quindi la loro gestione non può essere affrontata ponendosi come obiettivo  la produzione di materiale legnoso e al contempo trascurando le specie viventi e le  funzioni ecologiche. 

✓ Gli ecosistemi forestali forniscono numerosissimi servizi ecosistemici alla biodiversità  e alla specie umana, dai servizi di supporto come la formazione del suolo, la fotosintesi,  il riciclo dei nutrienti ai servizi di approvvigionamento (cibo, acqua, legno, fibre, ect),  a quelli di regolazione come la stabilizzazione del clima, l’assesto idrogeologico, la  barriera alla diffusione di malattie, il riciclo dei rifiuti, la purificazione dell’aria e la  qualità e quantità dell’acqua nei bacini idrografici. Per la nostra specie si aggiungono i  servizi culturali con i valori estetici, ricreativi, culturali, scientifici e spirituali. Per  questo la gestione degli ecosistemi deve tenere in considerazione tutte queste funzioni.

GREEN IMPACT 
Start-up non profit che promuove pratiche trasformative ecologiche ed economiche. Il nostro  principale obiettivo è conservare e ripristinare l’equilibrio del pianeta, dando impulso all’innovazione  della cultura e dei saperi, così da migliorare il benessere degli animali, domestici e selvatici. Nel  portare avanti la nostra missione di tutela dell’ambiente, degli animali e dei loro habitat, privilegiamo  soluzioni che abbiano un impatto socio-economico multidisciplinare, facendo leva sull’innovazione  e sugli sviluppi tecnici, scientifici e normativi. Grazie alla nostra rete di esperti, offriamo soluzioni  tecniche e normative in grado di determinare reali cambiamenti. Mettiamo a disposizione della  comunità internazionale dei soggetti interessati tutte le nostre soluzioni a fine di permettere un’  accelerazione di azione collettiva verso il cambiamento. 
Contatti stampa Green Impact
Fabrizio Bulgarini |338 2198878 | f.bulgarini@tiscali.it
www.greenimpact.it/it
www.greenimpact.it/it/green-economy-per-il-cambiamento

GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane 
L’obiettivo primario del GUFI è quello di assicurare la conservazione del patrimonio forestale  nazionale affinché possa essere lasciata in eredità alle generazioni che verranno. Perché la tutela della  biodiversità e del paesaggio naturale dei boschi italiani e dei benefici ecosistemici che questi  assicurano all’uomo sia assicurata è necessario che almeno il 50% della copertura forestale del Paese  sia lasciata alla libera evoluzione. Ciò è possibile senza entrare in conflitto con le esigenze  economiche di tipo produttivo. Per il GUFI l’idea del futuro forestale dell’Italia è quella di un Paese  in cui i boschi possano tornare ad occupare gran parte dello spazio che è stato sottratto loro dall’uomo  ripopolando le aree attualmente marginali e improduttive e andando a costituire ampie cinture verdi  intorno alle città. Inoltre, i boschi destinati alla produzione devono essere gestiti al fine di produrre  materiali legnosi e non destinati a usi ad alto valore aggiunto. 
Contatti stampa GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
Valentina Venturi | 340 3386920 | press@gufitalia.it
www.gufitalia.it

30 Commenti

  1. Vittorio Marletto

    Troppo lunga!!

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    • Lucia

      Le industrie sono emigrate all’estero e il clima è più caldo, a che ci serve questa energia?

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  2. Sauro

    Contrastare il cambiamento climatico con i fatti è quello che ci aspettiamo da una vera transizione ecologica rispettosa delle generazioni future. Grazie

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  3. Annamaria Mori

    La tutela dell’ambiente deve essere la priorità per una vera transizione ecologica! Salvaguardia mo le foreste per contrastare i cambiamenti climatici!

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  4. Licia Belli

    Bravi!! E Noi, che possiamo fare per aiutare questa causa??

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    • Anna Nasti

      Il VIRUS siamo noi… Abbiamo oltrepassato vari punti di non ritorno. Perso le speranze. Ora sono serenamente RASSEGNATA…

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    • Valentina Venturi

      Grazie
      Le segnalo, per un ulteriore approfondimento sul tema Biomasse, un incontro in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, Giovedì 25 marzo ore 20,30

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    • Enza Vigna

      Basta taglio alberi

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    • Lucia

      Tagluate alberi è come darsi la zappa sui piedi, insomma chi lo fa non è persona intelligente.
      Tagliare alberi è un danno erariale, ecologico, sociale, tagliare gli alberi e un danno al turismo, alla salute psicologica e fisica, tagliare gli alberi è un danno alla storia, alla nostra identità….

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  5. antonella biagioni

    Condivido in pieno questo appello, da alcuni anni assistiamo ad un impoverimento continuo degli ecosistemi forestali, destrutturati, semplificati, menomati di componenti essenziali, come il sottobosco, scempi che avvengono anche nei Parchi e nelle Aree Protette. Se vogliamo davvero una transizione ecologica smettiamo di colorare di “sostenibile” le azioni chiaramente in contrasto con l’ecologia, che vanno ad alterare gli habitat. Anzichè “ripristinare”, “compensare”, conserviamo con intelligenza quello che già possediamo nella nostra bellissima Italia.

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    • Valentina Venturi

      Grazie
      Le Segnalo, per un ulteriore approfondimento sul tema Biomasse, un incontro in diretta streaming sulla pagina Facebook GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane. Giovedì 25 marzo ore 20,30

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      • Lia. Madorsky

        Le foreste servono a tutti ,uomini e animali, con esse respiriamo e riviviamo. Non distruggetele, ve ne accorgerete quando non ci sarà più rimedio per la vita

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    • Valentina Venturi

      Grazie
      Le segnalo, per un ulteriore approfondimento sul tema Biomasse, un incontro in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, Giovedì 25 marzo ore 20,30

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  6. Gabriella Brugnatelli

    Sono d’accordo su quanto esposto.

    Rispondi
    • Valentina Venturi

      Grazie
      Le Segnalo per un ulteriore approfondimento sulle Biomasse un giovedì 25 marzo ore 20,30 un incontro indiretta streaming sarà sulla pagina Facebook GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane

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  7. Antonella Gualdi

    La finta ecologia per il profitto è deplorevole. Basta con la devastazione delle foreste e degli alberi.

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  8. Simona

    Gli alberi sono vita, ossigeno…e bellezza!!!!

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  9. Giuseppe

    Le foreste sono i polmoni del mondo, assorbono CO2 e restituiscono Ossigeno, quindi fondamentali allo stato dei fatti vista l’alta soglia di inquinamento ambientale raggiunta.
    È scellerato deforestare, soprattutto in questo momento!

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  10. Maddalena Toscano

    Gli alberi c’erano prima di noi. Senza di loro ni non possiamo sopravvivere

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  11. Maddalena Toscano

    Gli alberi c’erano prima di noi. Senza di loro noi non possiamo sopravvivere

    Rispondi
  12. Diego

    Non ho nessun commento , sono solidale alla salvaguardia dei boschi .

    Rispondi
    • Valentina Venturi

      Grazie
      Le segnalo, per un ulteriore approfondimento sul tema Biomasse, un incontro in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, Giovedì 25 marzo ore 20,30

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  13. Adriana

    Non si può pensare di rovinare tutto ciò che ci da vita per produrre energia
    Saremo spacciati in pochissimo tempo

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  14. Susanna Lapiccirella

    Da anni assistiamo allo scempio dei nostri boschi da parte delle ditte del legno, è urgentissimo fare qualcosa, io vivo in Toscana, è la situazione è gravissima, i boschi vengono abbattuti senza alcun criterio di conservazione della flora e della fauna e senza rispettare le norme del taglio.

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  15. Deanna

    Sono disponibile a ogni iniziativa di appoggio a questa campagna.

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  16. tirrito tirrito

    sostengo ogni iniziativa basta consumo di suolo e quindi anche di bosco.

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  17. Nives

    Basta licenze edilizie, stanno cementificando e tagliare alberi o vunque

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  18. Caldana Marta

    Stop al consumo del suolo – Solo gli alberi ci salveranno!!

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